quasi SESSANTA giorni e ancora nessun governo. Non ci hanno preso sul serio. Se ne fregano di noi e continuano
a fare come prima e peggio di prima.
Hanno dovuto rieleggere un presidente della
Repubblica uscente, che sognava l’agognata pensione, per non far saltare il
tappo alla bottiglia piena di bollicine (noi italiani).
Sicuramente la moglie, signora Clio, seduta
sulle casse imballate, pronte per essere trasferite via dal Quirinale, si sarà
incazzata a morte con suo marito: “Ma come, ancora tu?. Mi avevi promesso che
saremmo andati finalmente in vacanza. E ora? Altri sette anno qui dentro non ci
sto! Chiedo il divorzio e me ne vado”.
E loro, le menti ‘spensanti’ del Parlamento
italiano, sono pronti a darci un governo fatto di vecchi imbalsamati, tirati
via dalla naftalina.
W l’Italia del 20 aprile 2013. Giorno del
2° Napolitano e dell’ennesimo governo dell’imbroglio.
…
“Dunque secondo
quanto gira al momento tra i partiti il possibile capo del governo di larghe
intese sarebbe Enrico Letta con due vice, Alfano e Mario Mauro (Scelta Civica). Il Guardasigilli
sarebbe Violante, il ministro del
Lavoro sarebbe Paolo Baretta (Pd), agli Interni resterebbe Anna Maria Cancellieri, alla Farnesina
(per sua stessa richiesta) andrebbe Mario Monti. Ancora in forse
lo Sviluppo Economico, forse potrebbe andare a Paolo Romani. Come detto
troverebbero posto gli altri “saggi”. Gaetano Quagliariello avrebbe la delega alle Riforme
istituzionali, mentre il leghista Giorgetti potrebbe essere vice all’Economia
(che potrebbe andare a un tecnico, come il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco o il direttore generale Fabrizio Saccomanni)”.
…
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